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Quello che si può vivere nel Massaggio Amazzonico® è, tecnicamente, uno stato di trance: una particolare condizione tra il sonno e la veglia, tra l’attività e il riposo, nella quale la percezione del corpo si confonde e il tempo sembra dilatarsi.

Nel Massaggio Amazzonico® Metodo Duilio La Tegola la condizione percettiva può alterarsi sino a  modificarsi radicalmente, conducendo la persona coinvolta nel massaggio ad una sensazione di viaggio tipico di alcuni aspetti della trance. Un aspetto caratteristico è anche la sensazione di perdere il controllo di se stessi. Allo stesso modo, cambia anche l’idea di essere in sé. Quanto più è profonda la trance, tanto più si confondono i confini tra soggetto e oggetto, tra interno ed esterno, tra io e ambiente. I praticanti della trance riferiscono di sentirsi dilatati fino a confondersi con l’ambiente. Occasionalmente in questa condizione si percepiscono anche colori intensi e suoni o persino scene complesse.

Dieter Vaitl e il suo collega Uirich Ori si occupano principalmente degli effetti fisiologici delle danze e dei ritmi di tamburo che sono in grado di indurre la trance. Ricordiamo che la musica ritmica è parte integrante del Massaggio Amazzonico che per tale prerogativa è praticato sempre con un ritmo musicale ben marcato ad accompagnare “a tempo” i movimenti impressi sulla persona dall’operatore. Per Ott il problema principale è stato quello di ottenere dati sperimentali confrontabili, in modo da poter distinguere chiaramente l’effetto di ogni singola danza. Per poter stimolare con il ritmo i diversi partecipanti allo studio in ugual misura, ì ricercatori hanno messo a punto una poltrona controllata elettronicamente sulla quale i soggetti venivano fatti oscillare avanti e indietro.

Con questo apparecchio hanno cercato di scoprire come agisce sul cervello un semplice movimento dei corpo. I partecipanti allo studio venivano invitati a lasciarsi andare ma a rimanere svegli e ad aprire spesso gli occhi. Mentre i soggetti dondolavano come se fossero su un’altalena, i ricercatori misuravano le loro onde cerebrali grazie a un elettroencefalogramma (EEG), registrando al contempo con una telecamera i movimenti oculari e controllando la frequenza cardiaca e respiratoria.

Già dopo pochi minuti, l’attività cerebrale dei partecipanti cambiava in modo marcato: mentre nel caso dei soggetti svegli e con gli occhi aperti prevalgono onde cerebrali con frequenza compresa tra 14 e 32 Hertz – le cosiddette onde beta – nel caso dei partecipanti sulla poltrona le oscillazioni elettriche rallentavano fino a valori tra 3 e 7 Hertz. Queste «onde theta» si producono principalmente durante l’addormentamento e indicano che l’attenzione viene meno. Molti soggetti del test riferiscono anche che era parso loro molto arduo rimanere svegli; erano piacevolmente scivolati nel mondo dell’immaginazione e avevano quasi dimenticato dove si trovassero. Un mondo dell’immaginazione facilmente raggiungibile dopo pochi minuti dall’inizio del Massaggio Amazzonico Metodo Duilio La Tegola.

A un risultato simile è giunto lo psicologo britannico John Gruzelier, dell’Imperial School of Medicine, tramite misurazioni di EEG su persone sotto ipnosi. In questi esperimenti, Gruzelier ha osservato una forte riduzione dell’attività delle cellule nervose dei lobi frontali del cervello, la regione che primariamente sovrintende alla programmazione dell’agire e al controllo del linguaggio e che è sede, secondo molti psicologi e neuroscienziati, della coscienza di sé.

Per contro, la parte destra del cervello, che presiede di regola all’immaginazione e ai processi creativi, era più attiva di prima. Questo fatto chiarisce, secondo Gruzelier, perché le persone ipnotizzate abbiano difficoltà a esprimersi verbalmente in modo fluente, a prendere decisioni o a esprimere una critica. «In condizioni di ipnosi si perde interesse a indagare e valutare la propria percezione e il proprio comportamento. Pertanto si diventa sensibili alle suggestioni dell’immaginazione

Nella serie di test effettuati a Giessen, il tracciato delle onde cerebrali dei partecipanti si è modificato principalmente in corrispondenza di una frequenza di oscillazione di 0, 1 Hertz, ovvero sei cicli di dondolamento al minuto. Movimenti di dondolamento più lenti o più veloci hanno un effetto molto meno accentuato. Alcuni ritmi, inoltre, sono particolarmente adatti a determinare condizioni di coscienza alterata. Così, non deve sorprendere che nei rituali con danze o suoni di tamburo esistenti in varie parti del mondo i ritmi di trance siano molto simili. Come ha scoperto la psicologa americana Melinda Maxfield dell’Angeles Arrien Foundation, è in particolare un ritmo di tamburo monotono e regolare di quattro pulsazioni e mezzo a portare il cervello dalla zona delle onde beta a quella delle onde theta. Questo ritmo corrisponde esattamente a quello con cui molti sciamani introducono la loro trance, ma è anche la stessa frequenza con cui oscillano le onde cerebrali nella condizione theta.

In questo caso, il cervello sembra realmente sincronizzarsi con i battiti del tamburo.

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Diabasi – Scuola Nazionale di Massaggio